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giovedì 24 novembre 2016

Step 19 - Anatomia del color Verde Pino

Pensanndo al color Verde Pino...

...la tua mente ti porterà certamente in una pineta, tra le foglie di questo magnifico albero sempreverde, a cui questa tonalità deve le sue origini e la sua riconoscibilità...
...questa sfumatura cosi forte richiamerà in te un'idea di freschezza, poichè questo colore rientra senza dubbio nella selezione dei cosiddetti 'colori freddi'...

...tuttavia, questo colore così naturale non è presente solo sul suddetto albero, ma caratterizza anche numerose verdure che popolano la nostra cucina...

...in realtà, il color Verde Pino è più comune di quel che si possa pensare, e anche se spesso non lo identifichiamo con questo nome, lo ritroviamo nella nostra quotidianeità più di quanto non si pensi.

Lo si può notare in una Brionvega, che negli anni 50 è spopolata in Italia diventanto un simbolo del nostro buon gusto...

...oppure, lo si potrebbe ritrovare nella più ordinaria quotidianità, ordinando un caffè da Starbucks o semplicemente su uno dei numerosi gadget che portano questo noto marchio...
...bevendo una bottiglia di Coca Cola, o sorseggiando una Carlsberg tra amici...

...con un approccio più spirituale, questo colore potrebbe richiamare idee come la speranza o la vita, oppure virtù e qualità quali la bellezza, la giovinezza e il vigore, ma anche vizi e peccati come il disordine, la follia, l'infedeltà è l'avarizia...

...il Verde Pino è quindi una tonalità molto comune e che rimanda ad una grande quantità di cibi, oggetti o idee, anche se spesso non si attribuisce a questa tonalità di verde il giusto nome, ma lo si preferisce identificare come un più generico "Verde Scuro".

martedì 15 novembre 2016

Step 17 - Un Brevetto Verde

Nel 2015 l'iconica bottiglia di vetro Coca-Cola compie 100 anni.
Tra le silhouette più famose al mondo vi sono sicuramente quelle sinuose della bottiglia contour di Coca-Cola.
Tutto è partito dalla volontà di proteggere il marchio Coca-Cola, un progetto collettivo di 
The Coca-Cola Company insieme ai suoi imbottigliatori.
Nel 1899, Joseph Whitehead e Benjamin Thomas, vollero negoziare i diritti della bottiglia Coca-Cola, fino a quel momento venduta al bicchiere. L'intenzione era quella di sfruttare la popolarità della bevanda imbottigliandola.
Le bottiglie utilizzate al tempo erano semplici bottiglie dalla forma dritta, generalmente di colore marrone o trasparenti. 
The Coca-Cola Company aveva chiesto agli imbottigliatori di incidere il famoso logo Coca-Cola su ogni bottiglia. Tuttavia, brand concorrenti copiarono o semplicemente modificarono leggermente la tipica scritta in corsivo del logo. 
Nel 1912, The Coca-Cola Bottling Company propose che tutti i membri unissero le forze per sviluppare un "packaging distintivo" per il loro prodotto, una bottiglia speciale.
Nel 1915, 8 aziende di lavorazione del vetro su 10 in tutti gli Stati Uniti furono invitate a ideare una "bottiglia dai tratti così distintivi da poter essere riconosciuta a occhi chiusi o addirittura se frantumata a terra”.
La Root Glass Company iniziò a lavorare al progetto. Il team Root si imbatté in un’illustrazione della fava di cacao, allungata e con scanalature ai fianchi, decise che quella era la forma adatta. Successivamente richiese il brevetto sotto il nome di Samuelson, che fu concesso il 16 novembre 1915. Tale data è stata successivamente incorporata nel logo corsivo del design finale della bottiglia. E' interessante notare che il brevetto non fu presentato a nome della Coca-Cola, per garantire riservatezza sul disegno e sul cliente finale.
Nei primi mesi del 1916, un comitato composto da imbottigliatori e funzionari della Società si riunì per scegliere la nuova forma della bottiglia. A vincere su tutti fu la versione proposta dalla Root Glass Company, con cui The Coca-Cola Company siglò un accordo. Il contratto prevedeva che il colore delle bottiglie fosse verde, che fu poi denominato “Georgia Green” (verde Georgia) in omaggio allo stato d'origine di The Coca-Cola Company.
Il 25 dicembre 1923 fu rinnovato il brevetto, tanto che fu subito soprannominata la "Bottiglia di Natale." I brevetti scadono dopo 14 anni e nel 1951 (dopo un rinnovo nel 1937) tutti i brevetti erano scaduti. L'ufficio brevetti riconobbe che la forma della bottiglia, "la silhouette così distintiva" era ormai così conosciuta che meritava essa stessa lo status di marchio registrato, riconoscimento non comune per un packaging. Il 12 aprile 1961, alla bottiglia Coca-Cola viene riconosciuto il Trademark, anche in seguito a uno studio del 1949 che indicava che quasi il 99% degli americani era in grado di riconoscere la bottiglia di Coca-Cola semplicemente dalla sua forma.

mercoledì 26 ottobre 2016

Step 10 - Un logo Verde

Nel 1971, Starbucks, un semplice negozio di caffè sul lungomare di Seattle, era alla ricerca di un logo, qualcosa che avrebbe incarnare la storia marinara della propria città natale. 
Si optò per una sirena, creatura che richiamava il paesaggio marino caratteristico del posto, ma anche seducente come il caffè stesso doveva essere. 
Nel corso degli anni il logo ha subito variazioni, tra cui il colore di sfondo, inizialmente nero, divento verde pino solo nel 1987: il colore è stato scelto per richiamare un'idea di crescita economica e unicità che aveva caratterizzato l'azienda negli anni.

martedì 11 ottobre 2016

Step 04 - Il Verde Pino nella Mitologia



Nella mitologia internazionale il verde si manifesta spesso e in varie forme a seconda del significato che questo assume. 

Il verde è simbolo di vita e fertilità: nella Genesi è il colore del mare, liquido creatore, attraverso la luce, di tutte le forme di vita vegetale. E' simbolo di punto di incontro, di equilibrio tra la luce (giallo) e l'oscurità (blu). L'albero verdeggiante, infatti, è simbolo di vita e fertilità, posto dall'immaginario e cultura delle civiltà antiche al centro di un giardino (Eden..), simbolo della conoscenza del bene e del male (albero biblico), produttore di frutti dell'immortalità (albero mesopotamico), esempio supremo della solidarietà tra l'uomo e la natura (Creta), a manifestazione del consolidato e riverito 'culto dell'albero'. Esso infatti rimane emblema di prosperità, continuità, promessa di risurrezione, e le divinità che incarnano queste virtù sono in parte o totalmente di color verde (Osiride per gli Egizi, Cerere per i Romani, Yama per gli induisti, Enkidu per i sumeri).

Il verde è il colore dell'azione, nel culto buddista il Signore del karma (azione), Amoghasiddhi, è associato a questo colore.

Il verde è inoltre simbolo di risurrezione: la rigenerazione perpetua ed infinita della vegetazione durante tutto l'anno, attraverso il passare delle stagioni, è di per sé una promessa di risurrezione; spesso essa viene integrata e concretizzata nel mito sulla vegetazione dove le piante sempreverdi sono simbolo di vita eterna; esempi di miti: Dumuzi (Sumeri), Tammuz (Babilonesi), Osiride (Egizi), Attis e Dionisio (Greci).

In particolare, il Verde Pino trova spazio nella mitologia greca nel mito di Attis e Cibele: Zeus concesse a Agdìstis che il corpo del figlio Attis morto suicida non si decomponesse mai e che i suoi capelli continuassero a crescere, egli venne infatti trasformato in un pino, un albero sempreverde che non rinsecchisce in autunno ed i cui aghi continuano a crescere. Ritroviamo questa sfumatura del verde anche nel mito di Pitis, giovane e bella ninfa, uccisa dalla gelosia del vento del Nord Borea e trasformata dalla Terra impietosita in un pino; il suo amato Pan, secondo il mito, da allora si adornò la fronte con frasche di pino. Risale ai primi secoli della cristianità, invece, un'altra manifestazione di questa tonalità di verde, si racconta, infatti, che San Martino si accinse ad abbattere un pino sacro ai pagani poiché lo considerava abitato dai demoni; i contadini contrari gli proposero di procedere essi stessi al taglio, mentre Martino avrebbe dovuto collocarsi sulla probabile traiettoria della caduta: se non fosse stato colpito, avrebbe dimostrato di avere con sé il proprio Dio, il pino crollò dalla parte opposta.